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· Processi Stocastici e Risposta Dinamica Aleatoria · · RISPOSTA STOCASTICA NEL DOMINIO DEL
TEMPO · · INTRODUZIONE
· CARATTERE STOCASTICO DEL VENTO
· PONTI DI GRANDE LUCE · PROCEDURA GENERALE DI ANALISI NEL DOMINIO DEL TEMPO
· · · · · · INTRODUZIONE
La moderna
analisi strutturale, grazie alla disponibilità di risorse di calcolo ad
elevata potenza, tende a realizzare simulazioni le più realistiche possibili,
per poter formulare previsioni sulla capacità portante e sulla durabilità dei
sistemi strutturali. Accanto alla corretta modellazione delle proprietà
strutturali, e quindi anche delle eventuali non linearità, sia geometriche
(grandi spostamenti) che fisiche (materiali oltre il limite elastico
lineare), per le strutture dinamicamente eccitabili si pone anche il problema
della simulazione dei fenomeni naturali dinamici aleatori (vento, sisma,
ecc…). Nel caso di strutture particolarmente sensibili all'azione del vento
(strutture snelle), è necessario quindi procedere all'integrazione dei
modelli computazionali delle strutture, con i modelli di simulazione della
generazione della storia temporale dell'azione stocastica dovuta al vento
turbolento. Lo stato limite
ultimo in campo dinamico è generalmente dominato da fenomeni non lineari
assai pronunciati, per cui una verifica realistica della capacità portante
ultima può essere effettuata soltanto nel dominio del tempo. L'analisi
nel dominio delle frequenze non consente lo studio della risposta
strutturale, in particolare quando la struttura investita dal vento si
deforma sensibilmente. Si rende in tal caso necessario il ricorso a metodi di
simulazione nel dominio temporale. Tale procedura è indispensabile anche per l'analisi
di strutture soggette a fenomeni di interazione aeroelastica. In questi casi,
infatti, si ha un'influenza reciproca tra l'azione stocastica del vento
(causa) e la risposta stocastica del sistema (effetto) in termini di
spostamenti, velocità o accelerazioni. E' tuttavia doveroso precisare che
l'analisi nel dominio del tempo (integrazione diretta delle equazioni del
moto) costituisce di fatto un metodo deterministico, anche se si è in
presenza di un'azione stocastica. CARATTERE STOCASTICO DEL VENTO
Il carattere
stocastico dell'eccitazione, nel caso di vento turbolento, non rende
determinabile in assoluto il valore massimo della risposta da utilizzare per
il dimensionamento (Vd). Tale estremo può essere definito soltanto
in base alla probabilità di superamento che si intende assegnargli, ed è
funzione del valore medio mV e della deviazione standard sV attraverso la relazione:
dove g indica il
"fattore di picco", il cui valore dipende dalla probabilità di superamento
assegnata al valore estremo. Nel metodo del
dominio del tempo, il calcolo della dispersione sV della distribuzione della variabile della
risposta V fa riferimento ad una serie di "funzioni campione" del
campo di velocità del vento (vettore di n componenti fra loro correlate,
ognuna delle quali è formata da una storia temporale della velocità del vento
in un punto e per una direzione), le quali vengono opportunamente
trasformate, dato un modello del carico, in una serie di funzioni campione di
forze aerodinamiche (un campo di storie temporali di n componenti). Da queste
ultime vengono determinate, per integrazione diretta delle equazioni del
moto, funzioni campione della risposta strutturale, ovvero del vettore dei
processi temporali degli spostamenti della struttura. L'analisi di ognuna di
queste funzioni campione fornisce un valore della dispersione:
Dalle medie di
insieme delle funzioni campione si ottengono poi le statistiche dell'intero
processo di risposta. I vantaggi più importanti di questa procedura sono: - possono essere
considerate non linearità sia nel modello del carico che in quello della
struttura; - il metodo
rimane efficiente anche per sistemi con molti gradi di libertà; - il comportamento
strutturale risulta più leggibile; - possono essere
messe in evidenza instabilità latenti; - il metodo ha
come obiettivo la riproduzione per via numerica di una prova in galleria del
vento, e quindi può contribuire ad una riduzione del numero di prove
sperimentali. Per contro, gli
svantaggi consistono essenzialmente: - in un'onere
computazionale elevato (anche per sistemi semplici); - nella
dipendenza della qualità del risultato dal numero e dalla lunghezza delle
simulazioni numeriche; - nella necessità
che le storie di velocità del vento utilizzate siano effettivamente
convergenti alle funzioni spettrali assegnate. PONTI DI GRANDE LUCE
Negli impalcati dei ponti di grande luce, le
caratteristiche meccaniche e le quantità statiche e cinematiche possono
essere ridotte, attraverso la teoria classica delle travi, in termini di
grandezze di sezione (parametri di sollecitazione e di deformazione). Se si
ipotizza che anche le caratteristiche aerodinamiche della struttura possano
essere espresse attraverso quelle delle singole sezioni, la simulazione del
comportamento di un modello 3D della struttura può essere basata sui
risultati delle prove sperimentali in galleria del vento, effettuate su modelli
sezione. Questo approccio
semi-empirico si sviluppa attraverso i seguenti passi operativi: - per ogni
sezione tipo di interesse viene analizzato un modello 2D in galleria del
vento; - per
integrazione delle pressioni sulla superficie l'assetto aerodinamico della
sezione è descritto globalmente da coefficienti aerodinamici; - la struttura è
discretizzata con modelli numerici ad elementi finiti, e ad ogni nodo è
associato alla serie di coefficienti aerodinamici relativi alla sezione che
esso rappresenta; - l'azione del
vento viene applicata ai nodi strutturali nella forma di storie temporali
della forza provocata dalla velocità del vento; - nel corso
dell'analisi del tempo, ad ogni valore t del tempo considerato vengono
calcolate le forze aerodinamiche istantanee (relative cioè alla velocità del
vento a quell'istante) e la corrispondente risposta strutturale; - infine si
elaborano statisticamente le storie temporali della risposta. L'effetto di
tridimensionalità del processo di carico reale, è tenuto in conto attraverso
la riproduzione della struttura di correlazione delle storie di velocità del
vento, così da sviluppare un modello di calcolo spaziale sulla base del
modello 3D della struttura. Quest'ultimo può essere così considerato del
tutto equivalente al modello (sezione) completamente aeroelastico in galleria
del vento. Nel caso specifico degli impalcati da ponte, ciò significa che i
risultati di un'onerosissima prova sul modello aeroelastico completo possono
essere raggiunti attraverso una simulazione numerica, che parta dai risultati
sperimentali ottenuti da prove su modello sezione (molto meno complesse). PROCEDURA GENERALE DI ANALISI NEL DOMINIO DEL
TEMPO
Più in generale,
il problema viene scomposto nelle seguenti quattro fasi: 1) generazione di
un campo multi-correlato di storie temporali della velocità del vento, con le
caratteristiche spettrali assegnate; 2) sviluppo e messa a punto di un modello del carico aerodinamico e/o aeroelastico, per la trasformazione della velocità del vento in forza eccitante; 3) determinazione della risposta lineare e non lineare
conseguente alla storia del carico; 4) elaborazione e analisi stocastica dei risultati. Le quattro fasi,
nel caso più generale, non sono indipendenti e disaccoppiate l'una
dall'altra. Se si escludono gli effetti della risposta del flusso del vento
incidente, la fase 1) può essere effettuata e conclusa indipendentemente
dalle successive, come calcolo preliminare. Questo significa che la velocità
del vento viene inizialmente generata per tutta la durata del fenomeno, senza
conoscere quale sarà la risposta della struttura. Inoltre, anche la fase 2),
nel caso di linearità del modello di carico (indipendenza dalla risposta),
può essere condotta in modo autonomo. Al contrario, nel caso di effetti
aeroelastici non trascurabili, le fasi 2) e 3) non possono essere distinte,
ma sono parte di una stessa unità di calcolo. |
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