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· Processi Stocastici e Risposta Dinamica Aleatoria · · VENTO TURBOLENTO COME PROCESSO
STOCASTICO · · FENOMENOLOGIA DELLA TURBOLENZA
· LA TURBOLENZA COME PROCESSO STOCASTICO
· · · · · · · · FENOMENOLOGIA DELLA TURBOLENZA
La
turbolenza può essere definita come una condizione di flusso irregolare in
corrispondenza della quale le diverse proprietà che la definiscono (velocità,
densità, temperatura, ecc.) mostrano una variazione casuale rispetto al tempo
e allo spazio, cosicché è possibile individuare valori medi statisticamente
distinti di tali proprietà. Esistono, a livello macroscopico, due tipi di
turbolenza: turbolenza di
parete (wall turbolence): è quella generata dalle
forze di attrito su pareti fisse (ad esempio per flussi intorno a corpi) turbolenza libera (free turbolence): è quella generata del moto di strati di fluido con
differenti velocità l'uno sull'altro, ovvero l'uno attorno all'altro. In generale, nel
caso di flussi viscosi gli effetti della viscosità si traducono nella
conversione di energia cinetica in energia termica: dunque i flussi
turbolenti sono dissipativi per loro natura, e quindi rotazionali. La
turbolenza nasce per la formazione di vortici e la dissipazione ha luogo
essenzialmente in quelli di piccole dimensioni. Altro effetto della viscosità
è quello di rendere la turbolenza più uniforme e meno dipendente dalla
direzione del flusso. Al limite la turbolenza può avere la stessa struttura
quantitativa in tutte le parti del campo fluido: in tal caso essa è detta turbolenza
omogenea. Si definisce invece turbolenza isotropa quella per cui
le sue proprietà statistiche non mostrano nessuna direzione privilegiata. In
tal caso non si genera uno sforzo tangenziale medio e, di conseguenza, un
gradiente di velocità: ciò significa che la velocità è costante in tutto il
campo. In tutti gli altri casi, in cui cioè è presente un gradiente della
velocità media, si ha turbolenza non-isotropa. Poiché il gradiente
della velocità media è associato alla generazione di uno sforzo tangenziale
medio, in questo caso si ha la turbolenza da sforzo tangenziale. La
turbolenza libera e quella non isotropa ricadono in questa classe. In
funzione del tempo, poi, il flusso turbolento può essere di due tipi: flusso turbolento
stazionario: le fluttuazioni turbolente sono
sovrapposte a valori medi, costanti nel tempo, delle grandezze
termo-fluidodinamiche (in particolare della velocità); flusso turbolento
non-stazionario: le fluttuazioni turbolente sono
sovrapposte a valori medi che nel tempo non sono costanti. LA TURBOLENZA COME PROCESSO STOCASTICO
I modelli
dinamici investiti dal vento turbolento sono soggetti a un campo di forze
aerodinamiche (eccitazioni) di tipo aleatorio: tali eccitazioni sono non
deterministiche, ovvero il valore assunto dalle stesse, ad un generico
istante di tempo, non può essere conosciuto a priori, se non in termini
probabilistici. Quando le forze aerodinamiche godono di queste proprietà, si
dice che esse definiscono un campo di flusso in regime turbolento.
Tale fonte di eccitazione induce sul sistema una risposta in termini di
spostamenti, accelerazioni e un corrispondente stato di sollecitazione
anch'esso di natura aleatoria. Quest'ultimo va analizzato con particolari
tecniche al fine di definire, il comportamento (risposta) del sistema stesso.
Tale analisi va condotta mediante lo studio delle vibrazioni random,
utilizzando la teoria dei processi stocastici. Le problematiche
connesse con le eccitazioni aleatorie non possono essere naturalmente
analizzate su basi deterministiche, ma è necessario un approccio statistico,
ovvero probabilistico, in cui sia l'eccitazione sia la risposta del sistema a
tale eccitazione siano definibili in funzione di alcuni parametri statistici.
La turbolenza, come fenomeno random, infatti, mostra una regolarità
statistica nel senso che, pur essendo le diverse storie temporali differenti
tra loro, alcune grandezze medie rimangono costanti. In tal caso la
turbolenza e la risposta che essa induce sul sistema sono considerati come
processi stocastici che possono essere descritti da pochi parametri
statistici, e da funzioni statistiche opportune, come ad esempio la funzione
densità di potenza spettrale. Un processo stocastico può essere definito
come una famiglia di funzioni di un parametro (il tempo) che rappresentano
possibili realizzazioni di uno stesso fenomeno fisico, e sono quindi
correlabili in senso probabilistico. Alternativamente, per ogni valore del
parametro, il processo stocastico corrisponde ad una distribuzione di una
variabile aleatoria. Più in particolare si introduce anche l'ipotesi che la
turbolenza possa essere considerata come un processo stocastico
stazionario ed ergodico (tale ipotesi permette una notevole semplificazione
della trattazione analitica del fenomeno). |
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