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· Fenomeni di Interazione Aeroelastica · · DISTACCO DEI VORTICI DA UN CILINDRO
FLESSIBILE · · INTRODUZIONE
· FREQUENZA DI STROUHAL
· CASO DEL CILINDRO FLESSIBILE · FENOMENO DI SINCRONISMO · · · · · · INTRODUZIONE
Nei corpi con
sezione profilata immersi in una corrente fluida, lo strato limite aderisce
all'oggetto su tutta la superficie, per cui non si ha distacco di vena e, di
conseguenza, non si verifica la formazione di vortici. In questo caso, sulla
superficie del corpo si instaurano delle azioni tangenziali che
contribuiscono in modo significativo alla forza di resistenza, mentre
l'effetto delle azioni normali alla forza di resistenza da' un contributo
piccolo. Al contrario, corpi tozzi (bluff-bodies), aventi una dimensione
caratteristica D, proiettata in un piano normale alla direzione del flusso
incidente, come ad esempio un cilindro a sezione circolare, sono soggetti ad
una elevata forza di resistenza. Se tali corpi sono immersi in una corrente
fluida di velocità U (avente una densità r e una viscosità
dinamica m), per numeri di Reynolds Re = rUD/m > 800¸1.000 si ha formazione e distacco di vortici (Vortex Shedding).
Il meccanismo di distacco dei vortici nel caso dei cilindri circolari è stato
largamente studiato in letteratura, e questo per il fatto che esso riveste
una notevole importanza nella progettazione strutturale di ciminiere e camini
industriali. Su queste strutture la concentrazione di vorticità di segno
opposto in nuclei ristretti sui contorni del corpo produce, all'esterno di
tali zone, velocità rotatorie rilevanti e quindi una forte forza di
resistenza causata dall'alto contenuto energetico della scia. Il distacco di
vena che si instaura su tali profili crea una sia di vortici alternati che
produce forze di resistenza e di portanza variabili nel tempo, anche se la
velocità della vena incidente ha modulo e direzione costante. Infatti, a
causa delle asimmetrie che la scia produce nel campo di velocità e di
pressione, insorgono forze di direzione trasversale e longitudinale,
variabili nel tempo con frequenza pressoché costante. FREQUENZA DI STROUHAL
Queste forze
variabili, nel caso di profilo fermo, hanno caratteristiche aleatorie con
densità di potenza spettrale che presenta un picco in corrispondenza di una
particolare frequenza fS, detta frequenza di Strouhal, definita
dalla seguente relazione:
dove St è una costante, detta Numero di Strouhal,
caratteristica del corpo. Per cilindri a sezione circolare la configurazione
del flusso è caratterizzata da una doppia schiera ci vortici controrotanti
che si distaccano alternativamente dalla superficie e vengono convogliati a
valle dalla corrente. Influenza del numero di ReynoldsPer 50 < Re < 150 questa struttura è molto ben organizzata e prende il nome di scia
di Von Karman, in quanto fu proprio T. Von Karman a darne per primo una formulazione
matematica nel 1912. Secondo questa teoria, la scia può essere stabile
soltanto quando il rapporto tra la distanza media tra i vortici e il diametro
D vale 3,56. Questo dato non è perfettamente confermato dagli esperimenti, in
quanto trascura la viscosità del fluido e le dimensioni spaziali dei vortici
(che Von Karman ha supposto puntiformi). Molto più rilevante è il fatto
sperimentale che i vortici si distaccano con una frequenza tale che il numero
di Strouhal St mantiene un valore pressoché costante, e molto
prossimo a 0,2. Dalla relazione (1) è quindi possibile determinare la
frequenza di distacco dei vortici, note la velocità U e il diametro D. E' da
notare che questo risultato si estende anche ben al di là del campo di valori
di Re citati: il vortex shedding si verifica fino a valori di Re molto
grandi, anche se in tal caso St tende a passare da 0,2 a 0,3. La
differenza rispetto ai numeri di Re sopracitati è che al flusso di scia è ora
sovrapposto molto disturbo, e pertanto soltanto una analisi del segnale può
mettere in evidenza il dominio di una data frequenza su tutte le altre. Per
valori di Re » 106 il flusso è pienamente stocastico e l'energia
distribuita su molte frequenze. CASO
DEL CILINDRO FLESSIBILE
Comunque, per quasi tutti i valori di Re il campo è periodico con una
ben determinata pulsazione. Poiché la circolazione complessiva del campo deve
rimanere costante, il rilascio dei vortici nella scia implica, secondo il
teorema di Lagrange-Thompson, che la circolazione intorno al cilindro varia.
Per il teorema di Kutta-Jukowsky si ha che anche la portanza sul cilindro
varia nel tempo, e precisamente con la stessa legge periodica del distacco
dei vortici:
Se si suppone che
il cilindro abbia una massa M e sia supportato elasticamente da una molla di
rigidezza K, si pone il problema di evitare che la frequenza fS, o
suoi multipli, della forza di portanza FP(t) non sia troppo vicina
alla frequenza propria w0 = (K/M)½ del sistema meccanico.
Un'analoga considerazione vale per la forza di resistenza FR(t),
con la differenza che questa pulsa con frequenza 2fS, ossia doppia
di quella di FP(t). Ci si rende conto di questo notando che,
mentre è necessario che si sia compiuto il distacco di due vortici
controrotanti affinché la portanza compia un'oscillazione completa, è
sufficiente il distacco di un solo vortice di ogni schiera per generare il
pericolo della resistenza. L'entità della resistenza è tuttavia inferiore a
quella della portanza è perciò meno influente. Quando l'oggetto è libero di
vibrare in direzione ortogonale alla vena, se la frequenza propria di
vibrazione del corpo f0 = w0/2p coincide con la frequenza fS, esso, eccitato in risonanza,
inizia ad oscillare. Mentre nel caso di cilindro fisso il distacco di vortici
avveniva disordinatamente nelle varie sezioni lungo il profilo originando
forzanti aleatori, ora in tali condizioni per effetto della vibrazione esso
si sincronizza con la vibrazione stessa. La conseguenza è che si genera una
forza non più aleatoria, ma quasi armonica, con frequenza sicronizzata con la
vibrazione. Si verifica cioè un sincronismo tra il distacco dei vortici e
l'oscillazione che aumenta l'intensità della forza alternata di portanza.
Tale sincronismo si mantiene anche se la velocità U della vena cambia in un
certo intervallo di tempo, detto campo di sincronismo. Nel caso del corpo
cilindrico il campo di sincronismo varia da 0,9·US a 1,3·US,
essendo
la velocità della
vena in condizioni di risonanza. In risonanza le forzanti aerodinamiche
esistono anche in assenza del moto del corpo e possono esserne la causa
soltanto se le loro frequenze (o multiple di queste) cadono in vicinanza
delle frequenze proprie del sistema. Quest'ultimo non deve avere
necessariamente sezione circolare: altre forme (rettangolari, ellittiche
ecc…) possono creare analoghi problemi, anche se ad altri valori di St.
E' importante specificare che il fenomeno del sincronismo, aumentando
l'intensità delle forze alternate, può provocare vibrazioni di elevata
ampiezza, che possono raggiungere cicli limiti dell'ordine delle dimensioni
dell'oggetto stesso. Dal punto di
vista strutturale, la sezione circolare resta, tuttavia, una delle più
pericolose, non solo per le strutture snelle, ma anche per quelle più tozze:
si ricorda a tal proposito l'incidente verificatosi nel 1965 alla centrale
elettrica di Ferrybridge in Inghilterra, nel quale tre delle otto torri di
raffreddamento furono completamente distrutte per effetto del vortex
shedding. FENOMENO DI SINCRONISMO
Dalla relazione
di Strouhal si ricava che fs=StU/D, ovvero la frequenza
di distacco dei vortici varia linearmente con la velocità U della corrente
incidente. In condizioni di risonanza (fs=f0), come
detto, si verifica il sincronismo tra il distacco dei vortici e la vibrazione
della struttura. Tale sincronismo, tuttavia, si mantiene anche se la velocità
della vena varia in un certo intervallo di sincronizzazione: questo fenomeno
di risonanza è chiamato lock-in. Nell’intervallo
di sincronizzazione viene dunque violata la relazione di Strouhal, poiché la
frequenza di distacco resta costante ( eguale alla frequenza naturale della
struttura) all’aumentare della velocità del vento. L’ampiezza di oscillazione
del corpo tozzo si stabilizza al crescere della velocità nell’intervallo di
sincronizzazione, indipendentemente dal valore dello smorzamento strutturale:
si tratta quindi di oscillazioni auto-limitanti. Normalmente si osserva
un’ampiezza pari ad una frazione della dimensione D, mentre le massime
oscillazioni in regime di sincronizzazione avvengono per valori del parametro
dimensionale U/f0D (velocità ridotta) dipendente dalla
forma della sezione. Alla fine dell’intervallo di sincronizzazione, la
frequenza di distacco passa bruscamente al valore previsto dalla relazione di
Strouhal. Il lock-in è caratterizzato anche da un altro aspetto molto
importante: la risposta di un corpo tozzo in sincronizzazione presenta effetti
isteretici. In certi intervalli di velocità U sono possibili due stati di
oscillazione stabili per un singolo valore della velocità ridotta. Tale
effetto isteretico è indipendente dallo smorzamento meccanico del sistema e
può non essere presente per alti valori di smorzamento. Inoltre le forze
fluttuanti di portanza su un cilindro oscillante in condizioni di sincronismo
sono fortemente maggiorate rispetto ai valori del cilindro fisso. Infine si
osserva che il moto del cilindro in condizioni di sincronizzazione può
incrementare la resistenza media ed alterare la fase, la sequenza e il
percorso dei vortici nella scia, con particolare riduzione di lunghezza della
regione di formazione dei vortici. Da tutti queste proprietà si evince come
il fenomeno del lock-in sia fortemente non lineare. |
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